Viaggio nel capolavoro


Viaggio nel capolavoro. Ko-Ko di Duke Ellington

L’ascolto di una delle pagine più importanti del jazz permette di intraprendere un’appassionante indagine nel mondo sonoro di Ellington, scoprendo battuta dopo battuta l’originalità di un universo creativo che, a anche per i suoi significati reconditi, non smette di sbigottire.


Viaggio nel capolavoro. Verso “Kind of Blue”. Come si giunse al più famoso disco di jazz.

Il culto per il disco di Miles Davis ha oscurato quanto sia stata complessa la rete di idee, evoluzioni stilistiche e influenze reciproche tra musicisti molto diversi per quasi un decennio. Qui proviamo a dipanare la complessa matassa e a restituire il disco alla realtà storica.


Viaggio nel capolavoro. Canto di un pastore errante: Summertime di Sidney Bechet

Nel 1939 Sidney Bechet, uno dei padri del jazz, incideva al sax soprano per la neonata Blue Note una delle prime versioni di Summertime, un’aria di Gershwin pensata per un’opera e destinata a diventare uno standard. Un disco intensamente poetico di grande influenza e dalla vicenda appassionante, tra funerali New Orleans, Giuseppe Verdi, blues e musica ebraica.


Viaggio nel capolavoro. Scocca la mezzanotte: genesi ed evoluzione di ‘Round Midnight

Una delle composizioni più famose del jazz, scritta da Thelonious Monk, è un brano che tutti sono sicuri di conoscere. Attraverso l’ascolto, l’analisi e la storia del repertorio, il celebre tema monkiano - indagato quasi nota per nota - rivela affascinanti legami che spaziano dal mondo della canzone al cinema. 


Viaggio nel capolavoro: A Love Supreme. Il corpo e l'anima di John Coltrane

Capolavoro meditato in ogni dettaglio e al tempo stesso energica espressione spirituale, ad un ascolto attento A Love Supreme rivela simmetrie, legami tra le parti, simbolismi e tracce segrete che poi si liberano nel flusso improvvisativo.


Viaggio nel capolavoro: Ko-Ko di Charlie Parker

Meno di tre minuti di musica capaci di racchiudere un'universo di novità, gesti eccentrici, idee accuratamente studiate in anni di lavoro, citazioni, canti degli uccelli, dramma e umorismo, astrazione ed energia. Proviamo a riscoprire il capolavoro del bebop nota per nota.


Viaggio nel capolavoro. Le metamorfosi di King Porter Stomp: da Jelly Roll Morton a Gil Evans

Nel 1924 Jelly Roll Morton pubblicò una notevole composizione pianistica, che conquistò una certa fama. Poi tra la fine degli anni Venti e gli ani Trenta quel capolavoro divenne il testo su cui presero forma grandi cambiamenti stilistici nel jazz orchestrale, da Henderson a Goodman. E ancora oggi è lo specchio in cui osservare il rapporto tra tradizione e cambiamento nel jazz.


Viaggio nel capolavoro. Un Poco Loco di Bud Powell

Il 1 maggio 1951 Bud Powell registrò in trio per la Blue Note un brano dal titolo in spagnolo solo apparentemente leggero: Un Poco Loco, “Un po’ pazzo”. Presto salutato come uno dei dischi più significativi del suo autore, Un Poco Loco nacque in studio in circostanze particolari. Esula dalle formule più ovvie del be-bop, e anzi si spinge in territori del tutto nuovi. Ne seguiamo nota dopo nota la genesi e lo sviluppo.

© Stefano Zenni 2016